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Phubbing: cos’è e perché lo facciamo?

Probabilmente non avete mai sentito parlare di phubbing ma vi sarà capitato di praticarlo o subirlo. Vediamo insieme di cosa si tratta e da cosa dipende.

Probabilmente non avete mai sentito parlare di phubbing ma vi sarà capitato di praticarlo o subirlo. Vediamo insieme di cosa si tratta e da cosa dipende.

Lo smartphone è ormai da tempo parte integrante delle nostre vite ed esercita su di noi un’influenza tale da condizionare anche i rapporti interpersonali. Basti pensare a quando in presenza di altre persone preferiamo controllare il cellulare anziché interagire con loro. Questo atteggiamento prende il nome di phubbing. Ma da cosa dipende e perché lo facciamo? Scopriamolo insieme.

Che cos’è il phubbing?

L’espressione phubbing deriva dalla crasi dei termini inglesi “phone” (telefono) e snubbing (snobbare) ed è utilizzata per indicare la (cattiva) abitudine di ignorare le persone che ci circondano per controllare continuamente il cellulare. Più o meno tutti, almeno una volta, abbiamo privilegiato l’interazione con il nostro smartphone anzichè quella con gli altri individui presenti.

Trascurare l’interlocutore fisico a favore del telefonino, infatti, è ormai un atteggiamento comune. Non si tratta però solo di maleducazione e mancanza di rispetto nei confronti di chi si ha di fronte. Il phubbing, infatti, può aver origine da diversi fattori. Vediamo quali.

Perché lo facciamo?

Lo smartphone è uno strumento che dovrebbe servire a connetterci con persone distanti, invece, si è trasformato in uno strumento che ci allontana dalle persone vicine, è diventato una forma di evasione dalle relazioni più strette e vicine, che dovremmo vivere nel presente. Sempre più spesso, come detto, siamo vittime di phubbing, atteggiamento che produce effetti deleteri sulle relazioni. Ma perché lo facciamo? Da cosa ha origine questa cattiva abitudine di snobbare gli altri mentre siamo con loro?  A tal proposito sono stati fatti diversi studi.

Secondo alcuni, il phubbing, soprattutto nei più giovani, dipende da un disturbo dell’autocontrollo, che li porta a guardare compulsivamente il cellulare. Secondo uno studio condotto nel 2019 da un team della Aarhus University (Danimarca) questa abitudine è socialmente accettata, anche se riconosciuta come molto spiacevole e irrispettosa. Gli studiosi hanno parlato di acrasia digitale. Acrasia è un termine che trae origine dalla filosofia antica ed è stato usato per indicare l’incapacità di agire secondo principi ragionevoli.

Altri studi affermano che il phubbing deriva dalla FoMo (“Fear of missing out”), ovvero la “paura di essere tagliati fuori” dalle notizie, dai rapporti sociali o dal circuito delle informazioni o ancora dalla dipendenza da Internet. Tutti aspetti legati tra loro e allo scarso autocontrollo.

In alcuni casi, invece, il phubbing è una via di fuga da situazioni imbarazzanti, per esempio durante un viaggio in treno vicino a sconosciuti. Per gli adolescenti è un mezzo per allontanarsi dalla realtà con cui, a volte, si relazionano male.

Alla base di questo atteggiamento, nei casi più gravi, può esserci anche una dipendenza da cellulare, i cui effetti sono simili a quella dagli stupefacenti (soddisfazione immediata e ansia da astinenza), oppure la presenza di ansia sociale o depressione.

Alcune ricerche collegano il phubbing anche a certi tratti di personalità. L’abitudine di snobbare gli altri e ignorare il mondo circostante per concentrarsi sul cellulare sarebbe legata al neuroticismo (una sorta di instabilità emotiva) e all’apertura all’esperienza.

Secondo altri studi, invece, è più incline al phubbing chi a sua volta lo subisce, chi lo ritiene tutto sommato accettabile o chi si sente più spesso in una condizione di noia.

In alcuni casi, il phubbing è semplicemente sintomo di una scarsa intelligenza sociale, ossia la capacità di relazionarsi con gli altri in maniera costruttiva e di comprenderne la situazione.

L’intelligenza sociale si può però imparare, attraverso l’esperienza, l’ascolto attivo o una riflessione sugli errori compiuti o osservati negli altri.

La spinta a distrarsi e cercare rifugio altrove, in relazioni e mondi fittizi, dovrebbe diminuire aumentando la capacità di stare con gli altri in modo positivo ed empatizzare con le loro emozioni.

Chi è vittima di phubbing si sente offeso

Chi subisce il phubbing si sente, a giusto titolo, offeso perchè vittima di una sorta di esclusione sociale. Non ci si sente considerati da chi si ha vicino nella realtà e ciò genera rabbia, insoddisfazione e irritabilità e, inevitabilmente, si ripercuote in maniera negativa sulla relazione interpersonale. Uno studio del 2021 ha però dimostrato che il motivo per cui si fa phubbing influisce sulla reazione di “chi è ignorato”.

Secondo gli studiosi, infatti, ci si ‘altera’ di meno se si viene ignorati, per esempio, a favore di un libro o di una rivista, perché si percepisce la lettura come un passatempo più costruttivo rispetto allo scrolling del cellulare.

Come uscirne?

Come per altri problemi, anche nel caso del phubbing, per risolverlo, è importante prenderne coscienza. La dottoressa Edvige Liotta, psicologa e psicoterapeuta del Centro Synesis di Monza, spiega che “è importante chiedersi se un comportamento del genere sia una semplice cattiva abitudine o l’espressione di un disagio profondo”.  Quando siamo fuori, in compagnia di altre persone con cui condividiamo il nostro tempo, può essere utile tenere lo smartphone in borsa o in tasca, viceversa, se si sta in casa, possiamo tenerlo in una stanza diversa da quella in cui ci si trova con altre persone. È utile anche disattivare le notifiche per evitare distrazioni.

Come spiegato, a volte, alla base di questo atteggiamento che ci porta a ignorare e snobbare le relazioni sociali, potrebbero esserci motivazioni profonde, che trovano origine nella personalità, nelle dinamiche psicologiche della persona e nelle sue difficoltà di socializzazione. In questo caso è opportuno consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta.

fonte immagine:https://pixabay.com/it/photos/pokemon-pokemon-vai-telefono-gioco-1553990/

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