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Assegno unico per i figli dal 1° luglio 2021

Approda oggi in Consiglio dei ministri la cosiddetta “norma-ponte” sull’assegno unico per i figli voluta dalla ministra Elena Bonetti. Ecco cosa c’è da sapere.

Approda oggi in Consiglio dei ministri la cosiddetta “norma-ponte” sull’assegno unico per i figli voluta dalla ministra Elena Bonetti. Ecco cosa c’è da sapere.

Nella tarda serata del 3 giugno la cabina di regia ha dato il via alla cosiddetta ‘norma ponte’ sull’assegno unico universale per le famiglie, voluta fortemente dalla ministra per la Famiglia e le Pari opportunità Elena Bonetti e messo a punto nei giorni scorsi con il ministro dell’Economia Daniele Franco. Il provvedimento, che disciplinerà la misura per le famiglie nel 2021, a partire da luglio, dovrebbe approdare oggi in Consiglio dei ministri.

Si parte con lavoratori autonomi, soggetti inattivi o incapienti, percettori di reddito di cittadinanza, ma anche dipendenti che finora sono rimasti fuori dagli assegni per ragioni di reddito familiare, per coprire il periodo da luglio a dicembre per poi arrivare a regime dal gennaio del 2022. Possono fare richiesta anche tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.

“Due milioni di nuclei che prima non ricevevano nulla, da luglio avranno un assegno. Quattro milioni che già ricevono avranno una maggiorazione. Si tratta di un passo deciso nella direzione dell’universalità che è il principio fondante della misura. Per ora le detrazioni e le altre misure in essere, come assegno natalità e dote mamma, restano. Nessuno perderà nulla”, ha detto la ministra Bonetti.

Importo dell’assegno e requisiti richiesti

Coloro che in questo periodo non percepiscono assegni al nucleo familiare, ossia autonomi e disoccupati, saranno i primi a beneficiare dell’aiuto statale. Per i primi sei mesi alle famiglie con figli da zero a 18 anni sarà corrisposto un assegno pari a 1.056 euro a famiglia e di 674 euro a figlio. Sono circa 1,8 milioni le famiglie che, secondo le stime del governo, usufruiranno del nuovo assegno. In esse sono presenti 2,7 milioni di minori.

Il beneficio viene corrisposto per ciascun figlio minore sulla base del numero dei figli stessi e della situazione economica della famiglia certificata con l’Isee.

Gli importi mensili per ciascun figlio e rapportati a ogni singolo indicatore economico della famiglia sono riportati nella tabella allegata al decreto.

L’aiuto statale è garantito con Isee fino a 50mila euro. In questo caso l’assegno mensile sarà pari a 30 euro per famiglie con due figli e di 40 euro per quelli con tre. In caso di figli disabili l’importo dell’assegno è sempre maggiorato di 50 euro.

Chi ha un Isee fino a 7mila euro, invece, avrà diritto ad un assegno mensile di 167,5 euro a figlio nei nuclei fino a 2 minori. L’Importo sale a 217,8 euro con almeno tre figli.

Al crescere dell’Isee cala l’importo. Con Isee oltre 50 mila euro esso si azzera.

Come spiegato dalla ministra Bonetti, le famiglie che ricevono già oggi gli assegni familiari – quindi quelle dei lavoratori dipendenti – avranno diritto a una maggiorazione. A tal fine sono stati infatti stanziati 1 miliardo e 390 milioni per il 2021. Sono previsti 37,5 euro per ciascun figlio per i nuclei fino a due figli, 70 euro per figlio per i nuclei di almeno tre figli.

Dal 1 gennaio 2022 l’assegno unico sarà strutturale e universale, ossia previsto per tutti.

Potranno accedere alla misura tutti coloro che pagano le tasse in Italia e vi risiedono da almeno 2 anni. L’aiuto è aperto a cittadini italiani e Ue e titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca almeno semestrale.

Come richiedere l’assegno unico per i figli

Per usufruire dell’assegno bisognerà fare domanda on line all’Inps o presso Caf e patronati, secondo le regole che indicherà l’Inps entro il 30 giugno 2021.

L’erogazione dell’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda. Inoltre, alle famiglie interessate, che presenteranno le domande entro il 30 settembre 2021, saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio.

L’assegno – esentasse e compatibile con il reddito di cittadinanza e con eventuali altre misure in denaro di sostegno a favore dei figli a carico erogate da regioni, province e comuni – sarà corrisposto tramite bonifico bancario direttamente sul conto corrente. Per i percettori di reddito di cittadinanza l’assegno unico sarà corrisposto dall’Inps congiuntamente allo stesso reddito. In caso di affido condiviso dei minori l’assegno verrà accreditato al 50 per cento sull’Iban di ciascun genitore.

La legge delega votata dal Parlamento prevede che l’assegno venga erogato con continuità dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età del figlio e anche dopo, fino ai 21 anni, per motivi di studio.

Nello specifico, dai 18 anni di età una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se: è iscritto all’università; è un tirocinante; è iscritto a un corso professionale; svolge il servizio civile; svolge un lavoro a basso reddito.

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/famiglia-holding-mani-genitori-1866868/

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