Categorie
news

Covid, è allarme sindemia: un milione di nuovi casi

L’altra faccia della pandemia di Covid-19 si chiama sindemia. Gli esperti prospettano un milione di nuovi casi di disagio mentale.

L’altra faccia della pandemia di Covid-19 si chiama sindemia. Gli esperti prospettano un milione di nuovi casi di disagio mentale.

Sindemia da Covid-19, l’allarme della Sinpf

La pandemia di Covid-19 non ha avuto e non sta avendo solo ripercussioni sul piano sanitario, ma anche su quello economico, emotivo e culturale, con conseguente malessere psichico. Il Covid-19 non “contagia” solo il corpo, ma anche la mente. Gli esperti la chiamano “sindemia“, un mix tra pericolo “clinico“ e sociale e prospettano “un milione di nuovi casi di disagio mentale”, a causa di tre fattori di rischio principali: crisi economica, lutti e paura.

A lanciare l’allarme è la Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), a margine del suo XXII congresso nazionale. Secondo psichiatri, farmacologi, neurologi e psicologi, “in chi è entrato in contatto con il virus aumenta fino a 5 volte la probabilità di sintomi depressivi rispetto alla popolazione generale e si stima che nei prossimi mesi possano emergere fino a 800mila nuovi casi di depressione (l’incidenza di questa problematica è stimata attorno al 30% dei malati Covid, chiariscono gli esperti, e i contagi a oggi sono già 2,4 milioni)”.

“Metà delle persone contagiate – riferiscono gli esperti – manifesta disturbi psichiatrici con un’incidenza del 42% di ansia o insonnia, del 28% di disturbo post-traumatico da stress e del 20% di disturbo ossessivo-compulsivo”.

Tuttavia, la “sindemia da Covid-19”, come è stata ribattezzata dagli studiosi, riguarda anche chi non è stato toccato direttamente dal virus. Secondo gli esperti della Sinpf, almeno il 10% dei familiari dei circa 86mila pazienti deceduti per Covid andrà incontro a depressione entro un anno. Queste persone non hanno infatti avuto nemmeno il tempo di elaborare il dolore, a causa delle misure di contenimento del contagio che non hanno permesso loro di dare l’ultimo saluto ai propri cari. A spiegarlo è Claudio Mencacci, co-presidente della Sinpf e direttore del Dipartimento neuroscienze e salute mentale dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, che ha parlato di “un lutto complicato che si protrarrà oltre dodici mesi, anche a causa delle regole di contenimento del contagio che hanno impedito a molti di poter elaborare il dolore, rivedendo un’ultima volta il congiunto per l’estremo saluto”.

Chi corre maggior rischio?

La sindemia altro non è che l’insieme di problemi di salute, ambientali, sociali ed economici prodotti dall’interazione sinergica di due o più malattie trasmissibili e non trasmissibili. Essa ha pesanti ripercussioni psicologiche, soprattutto sulle fasce di popolazione svantaggiata. In questo particolare periodo storico siamo di fronte ad un aumento dei casi di sindemia.

Depressione e disagio mentale sono strettamente legati alla crisi economica provocata dalla pandemia. Claudio Mencacci afferma che “il rischio di depressione raddoppia in chi ha un reddito inferiore ai 15mila euro all’anno e triplica in chi è disoccupato”. Secondo una stima “saranno almeno 150mila i nuovi casi di depressione dovuti alla disoccupazione da pandemia”, riferisce il co-presidente della Sinpf.

A correre maggior rischio sono soprattutto le donne (già più predisposte alla depressione e più toccate dalle ripercussioni sociali e lavorative), i giovani (che hanno dovuto modificare la loro vita relazionale con la chiusura di scuole superiori e università e subiscono maggiormente gli effetti della crisi sull’occupazione) e gli anziani (la categoria più fragile di fronte ai contagi e disturbi mentali).

“Le condizioni sanitarie, economiche, sociali che si sono create a seguito della pandemia di Covid-19 hanno portato a una vera sindemia: alla malattia connessa all’infezione si è aggiunto un impatto enorme sul benessere psichico di tutta la popolazione”, ha detto Mencacci.

“Le famiglie che versano in stato di povertà assoluta sono 2,1 milioni, in continuo aumento – ha aggiunto – Il disagio economico innesca il malessere psichico, come certifica anche il notevole incremento delle vendite di psicofarmaci registrato negli ultimi mesi”.

“Siamo quindi realmente di fronte a una sindemia di proporzioni senza precedenti, a cui reagire migliorando l’assistenza e le cure dei pazienti. Al contrario di quanto è accaduto nei primi mesi di pandemia, quando le visite e le prestazioni sanitarie nei centri di salute mentale si sono ridotte, occorre puntare a rafforzare i servizi ed è indispensabile essere più vicini possibile ai cittadini. A partire dai medici di famiglia, che possono intercettare per primi il disagio inviando poi i pazienti dallo specialista”, ha concluso.

Gli fa eco Matteo Balestrieri, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia e professore ordinario di Psichiatria all’università di Udine, che nel corso del suo intervento ha detto: “Con il prolungarsi dello stato di emergenza e delle restrizioni alla socialità, al lavoro, alla possibilità di programmare un futuro, anche chi non è stato contagiato è sull’orlo di una crisi di nervi”.

“Dopo una fase iniziale in cui si è fatto il possibile per resistere e si combatteva soprattutto la paura del virus, ora sono subentrati l’esaurimento, la stanchezza, talvolta la rabbia – ha proseguito –  E ciò che preoccupa è soprattutto l’ondata di malessere mentale indotta dalla crisi economica: le condizioni ambientali e socio-economiche hanno infatti un grosso peso sul benessere psichico della popolazione e la pandemia di Covid-19 sta creando le premesse per il dilagare del disagio”.

Infine, il professor Balestrieri ha invitato le persone affette da disagio psichico a non ricorrere al fai da te, ma ad affidarsi agli specialisti “le terapie – ha detto – hanno cambiato volto e sono oggi in grado di migliorare enormemente la qualità della vita dei pazienti con disturbi psichici. A patto però che i farmaci, se necessari, siano sempre prescritti dal medico specialista, che poi deve gestire le cure assieme al medico di famiglia. Il fai da te, che temiamo sia adottato da molti in un momento difficile come quello attuale, rischia di non risolvere i problemi e di esporre anche a rischi per la salute”.

Continua a leggere su atuttonotizie.it

Vuoi essere sempre aggiornato e ricevere le principali notizie del giorno? Iscriviti alla nostra Newsletter

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/depressione-uomo-rabbia-tristezza-2912404/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Exit mobile version