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Mascherina all’aperto, stop all’obbligo dall’11 febbraio

Dall’11 febbraio non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto. E’ in arrivo un provvedimento del ministero della Salute. L’annuncio di Andrea Costa.

Dall’11 febbraio non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto. E’ in arrivo un provvedimento del ministero della Salute. L’annuncio di Andrea Costa.

Da venerdì 11 febbraio in tutta Italia non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto, non solo nelle regioni in zona bianca. Ad anticipare il provvedimento è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Stop alla mascherina all’aperto e riapertura delle discoteche: le nuove regole

Anche se una regione dovesse entrare in zona gialla, arancione o rossa, le mascherine all’aperto non saranno più obbligatorie. Il governo ha deciso di eliminare la restrizione in base alla discesa della curva epidemiologica. Il provvedimento entrerà in vigore dall’11 febbraio, stesso giorno in cui è prevista la riapertura delle discoteche. Ad annunciarlo, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Sono certo che da venerdì 11 febbraio cadrà l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto non solo nelle zone bianche, ma in tutta Italia. È un primo segnale di fiducia e di speranza”, ha detto. Questo, ha aggiunto, “non significa abbandonare la prudenza”. Costa ha spiegato che “è in arrivo un provvedimento del ministero della Salute” che riguarderà tutte le Regioni, “senza distinzione di colore”.

“E’ arrivato il momento di riconquistare la fiducia nei cittadini e la voglia di tornare a svolgere tutta una serie di attività cercando di dare messaggi positivi. Gli italiani da due anni rispettano le restrizioni e hanno aderito in maniera importante alla campagna delle vaccinazioni, è giunto il momento di dare segnali di positività”, ha continuato.

Dove sarà obbligatorio indossare la mascherina?

L’obbligo di indossare la mascherina rimane solo al chiuso e in determinate situazioni.

Nel dettaglio, vanno indossate le mascherine Ffp2 in occasione di spettacoli aperti al pubblico (sia che si svolgano all’aperto sia al chiuso in teatri), nelle sale da concerto, nei cinema, nei locali di intrattenimento e di musica dal vivo (e altri locali assimilati) e in occasione di competizioni e eventi sportivi, sia al chiuso sia all’aperto.

Resta l’obbligo di indossare le Ffp2 anche su tutti i mezzi di trasporto a lunga percorrenza e su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale.

Sarà obbligatorio indossare la mascherina anche nelle discoteche al chiuso, tranne quando si sta in pista a ballare. Nelle discoteche all’aperto, invece, si potrà stare senza mascherina.

Nei locali al chiuso e all’aperto potrà entrare solo chi ha il green pass rafforzato.

Nei locali da ballo, che riapriranno da venerdi 11 febbraio, il limite di capienza non potrà essere superiore al 75% all’aperto e al 50% al chiuso, rispetto a quella massima autorizzata.

Green pass

Se da un lato il governo ha deciso di allentare alcune misure anti-Covid, dall’altro restano salde determinate regole, a partire dal green pass rafforzato (rilasciato a vaccinati e guariti), che è necessario per tutte le attività sociali, e dal green pass base (rilasciato con tampone antigenico valido 48 ore o molecolare valido 72 ore) che serve per andare a lavorare, tranne per gli over 50 anni per cui è obbligatorio il green pass rafforzato.

Cosa succede se lo stato di emergenza non verrà rinnovato?

La scadenza dello stato di emergenza è prevista per il 31 marzo. Se la curva epidemiologica continuerà a scendere è molto probabile che non venga prorogato. L’obiettivo del Governo “è quello di non prorogare lo stato d’emergenza Covid dopo il 31 marzo e confido che ci siano le condizioni per prendere questa decisione”, ha detto il sottosegretario alla Salute Costa.

In questo caso la gestione della campagna vaccinale potrebbe essere affidata direttamente alla Protezione civile. L’obbligo di green pass per accedere nei luoghi dello spettacolo, per svolgere attività sportiva al chiuso e per entrare nei negozi, invece, molto probabilmente verrà mantenuto almeno fino al 15 giugno, quando è prevista la scadenza dell’obbligo vaccinale ora imposto ai cittadini dai 50 anni in su.

Per quanto riguarda lo smartworking, se lo stato di emergenza non sarà rinnovato, le regole cambieranno e le aziende private dovranno ridiscutere gli accordi interni per il ritorno in presenza dei lavoratori.

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/mascherina-quarantena-coronavirus-5178786/

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