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Scuola, nuove regole in arrivo per la gestione del Covid

Allo studio nuove regole per la gestione del Covid a scuola. Ecco le ipotesi contenute nella bozza del documento stilato dall’Iss, dai ministeri della Salute e dell’Istruzione e dalle Regioni.

Allo studio nuove regole per la gestione del Covid a scuola. Ecco le ipotesi contenute nella bozza del documento stilato dall’Iss, dai ministeri della Salute e dell’Istruzione e dalle Regioni.

L’Istituto superiore di sanità, i ministeri della Salute e dell’Istruzione e le Regioni stanno studiando nuove regole per la gestione del Covid all’interno delle scuole. Al vaglio diverse ipotesi, riportate nella bozza “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti dicasi Covid-19 in ambito scolastico”, anticipata da Repubblica.

Scuola: le ipotesi al vaglio

Nella bozza dell’Istituto Superiore di Sanità, dei ministeri della Salute e dell’Istruzione e delle Regioni – redatta con l’obiettivo di “semplificare” le procedure definendo un sistema che “preveda una serie di automatismi gestibili sin dalle prime fasi direttamente dal dirigente scolastico e dal referente scolastico Covid-19, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione” – si parla innanzitutto di adottare una strategia di “sorveglianza con testing”, la quale prevede che gli studenti di una classe in cui c’è un caso positivo al Covid, potranno tornare in presenza se negativi al test; verranno poi monitorati dopo cinque giorni dal primo tampone. Nel caso in cui dovesse esserci un nuovo caso positivo, scatterebbe la quarantena e la Dad ma solo per i non vaccinati. Si sta valutando infatti di ridurre il periodo di isolamento dei ragazzi che si sono vaccinati per salvare la scuola in presenza, come ha anticipato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “L’intenzione è di andare verso un contenimento della quarantena per chi è vaccinato”. Tale contenimento, ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, avverrà attraverso “l’uso mirato dei tamponi che possono consentire, proprio per la specificità del contatto, la didattica in presenza”.

In sostanza, se tra i contatti dovesse risultare un secondo alunno positivo, coloro che sono vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi potranno rientrare in classe e saranno “in sorveglianza con testing”. Viceversa, per coloro che non sono stati vaccinati scatterà la quarantena. In presenza di due casi positivi tra i contatti del primo contagiato, quindi se tre studenti risulteranno positivi, scatterà la quarantena per tutta la classe.

Le nuove regole al vaglio degli esperti riguardano gli alunni dai 6 anni in su. Al contrario, se il virus colpisce un bambino del nido e della materna (da 0 a 6 anni), resta l’isolamento per tutta la classe. In presenza di un caso positivo all’interno dei servizi educativi per l’infanzia, infatti, è prevista per tutti una quarantena di 10 giorni. Per gli educatori ed operatori la quarantena potrà variare da 7 a 10 giorni sulla base delle indicazioni del ministero della Salute.

Cosa accade se ad essere positivo è un insegnante?

Le stesse regole saranno valide anche nel caso in cui ad essere positivo è un insegnante o un operatore scolastico. Di conseguenza, per gli alunni delle classi in cui l’insegnante ha svolto attività in presenza, sarà prevista la sorveglianza “con testing” e il rientro a scuola dopo il risultato negativo del test. Nel caso di un secondo positivo oltre all’insegnante, per i vaccinati/negativizzati negli ultimi 6 mesi è prevista sorveglianza con testing, mentre per non vaccinati/negativizzati negli ultimi 6 mesi scatterà la quarantena. In presenza di due casi positivi oltre all’insegnante ci sarà la quarantena per tutta la classe.

Regole uguali per tutti

La bozza del documento contenente le indicazioni “per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid-19 in ambito scolastico” è stata stilata dall’Istituto superiore di sanità, dai ministeri della Salute e dell’Istruzione, e dalle Regioni con l’intento di dettare regole certe e uguali per tutti, cosa che adesso manca. Attualmente, infatti, la gestione dei casi di Covid-19 all’interno degli istituti spetta ai dirigenti scolastici, che devono assumersi responsabilità che non gli competono, come quella appunto di decidere quale comportamento adottare nelle classi dove ci siano uno o più positivi.

La regola in vigore prevede che in presenza di uno studente positivo, tutta la classe finisce in quarantena. L’isolamento dura 7 giorni per i vaccinati, 10 per i ragazzi (gli alunni dai 12 anni in su) non vaccinati. Per poter rientrare a scuola i ragazzi devono effettuare un tampone, che deve risultare negativo. Tuttavia, sono le Asl che decidono di volta in volta come bisogna comportarsi, dunque le regole non risultano uguali per tutti. Da qui la necessità di un piano di azione uniforme.

“La questione delle quarantene va risolta immediatamente, non possiamo perdere altro tempo: abbiamo fatto il necessario per la ripresa delle scuole. L’interpretazione di alcune Asl, le difficoltà e l’affanno che potrebbero vivere alcuni uffici del ministero della Salute non possono inficiare quanto messo in atto per riportare gli alunni in classe. Ci aspettiamo indicazioni da parte del ministero della Salute come garantito durante l’ultimo incontro, e riteniamo indispensabile la pubblicazione di una nota che imponga una gestione omogenea”, dicono Cisl e Flc Cgil.

Le nuove indicazioni da parte di Iss, ministero della Salute e Regioni saranno definite questa settimana.

Nell’attesa, Elvira Serafini dello Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) ha invocato prudenza: “Quarantene troppo ridotte non ci convincono, temiamo trasmissione troppo veloce del virus’.

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/scuola-paradenti-maschera-corona-5058305/

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