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Vaccino covid: l’Italia verso la terza dose

Scopriamo le ultime novità sul vaccino covid e sulla possibilità della terza dose al centro di forti discussioni.

La campagna vaccinale in Italia sta proseguendo senza sosta e già nei prossimi giorni partiranno le somministrazioni della terza dose del vaccino Covid ai pazienti fragili, come gli oncologici o i trapiantati, in seguito toccherà ad anziani e residenti delle Rsa. Scopriamo le ultime novità sul vaccino covid e sulla possibilità della terza dose al centro di forti discussioni.

Vaccino covid: avanza l’ipotesi della terza dose

Il ministro della Salute Speranza sulla scorta delle valutazioni dell’Ema, che ha parlato di possibile dose aggiuntiva per gli immunodepressi ha annunciato che la terza dose di vaccino covid in Italia ci sarà e partirà già da settembre con pazienti fragili come gli oncologici o i trapiantati. Poi dopo un’attenta analisi si potrebbe proseguire con gli over80, residenti Rsa e personale sanitario che sono le prime categorie che hanno ricevuto il vaccino covid.

La terza dose del vaccino covid è già in somministrazione in alcuni Paesi: Israele, Malta (dove c’è un record: il 90% della popolazione sopra i 12 anni è vaccinato), alcune città dello Stato di San Paolo in Brasile (dove presto verrà estesa a tutto il Paese), ma dai prossimi giorni l’elenco si farà molto più fitto: dalla Danimarca al Bahrein (dove si usa lo Sputnik) e soprattutto agli Stati Uniti, dove la data indicata da Anthony Fauci come possibile inizio della terza campagna vaccinale è il 20 settembre.

Vaccino covid: l’ipotesi monoclonali

In questi mesi l’istituto Spallanzani ha condotto delle ricerche sulla risposta vaccinale in diverse popolazioni fragili, in persone immunodepresse per patologie gravi o in cura con terapie immunodepressive. L’obiettivo è sempre quello di garantire la protezione dal contagio anche e soprattutto a queste persone. Come si può? Alcuni pensano ad una terza dose di vaccino covid (o richiamo), altri invece pensano di seguire un percorso che porti a dare una protezione attraverso la somministrazione di anticorpi monoclonali che già hanno dato dimostrazione di sé in ambito terapeutico.

Ad annunciare la nuova ipotesi monoclonali è il direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, al termine della riunione con il nuovo direttore scientifico a interim, Enrico Girardi, e il direttore del Dipartimento Clinico, Andrea Antinori.

 “In questi giorni abbiamo messo in cantiere un programma per favorire l’accesso a questo tipo di popolazione agli anticorpi monoclonali – aggiunge Vaia -. Abbiamo sottomesso un programma di accesso ai monoclonali alle autorità regolatorie e siamo in attesa in settimana che l’Aifa e il comitato etico approvino il nostro programma. Se tutto andrà a buon fine, come ci auguriamo, da lunedì cominceremo a somministrare gli anticorpi. Come sempre daremo la comunicazione degli esiti di questa innovativa e stimolante applicazione di una ricerca sul piano assistenziale”.

Fonte Immagine: https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-in-possesso-di-provette-3735747/

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