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Vaiolo delle scimmie: vaccino e possibili quarantene

Non si arresta la corsa del virus del vaiolo delle scimmie. In Italia i casi sono saliti a quota 505. Le indicazioni del Ministero della Salute.

Non si arresta la corsa del virus del vaiolo delle scimmie. In Italia i casi sono saliti a quota 505. Le indicazioni del Ministero della Salute.

Il numero di casi di vaiolo delle scimmie in Italia continua a salire. Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute, nel nostro Paese siamo arrivati a quota 505 casi. Si tratta quasi esclusivamente di uomini (501); sono solo quattro, infatti, le infezioni registrate tra le donne. Attraverso una circolare, il Ministero della salute ha riferito che c’è la possibilità che, per i contatti stretti dei pazienti malati, sia “richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”. Intanto dallo Spallanzani di Roma fanno sapere che si è pronti a partire con la vaccinazione.

Vaiolo delle scimmie: possibili quarantene per contatti stretti

Stando all’ultimo bollettino del Ministero della salute, sono saliti a quota 505 i casi di vaiolo delle scimmie in Italia, 26 in più rispetto all’ultima rilevazione, risalente a cinque giorni fa. Per arginare il contagio, il Ministero della Salute, come si legge in una circolare, sta pensando alla possibilità di fare ricorso alla quarantena per i contatti stretti: “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”, recita il testo.

La circolare del Ministero fornisce le indicazioni sui comportamenti da adottare in caso di contatti stretti, specificando che essi “devono essere identificati il prima possibile e informati della loro esposizione e del rischio di sviluppare l’infezione”. Per i contatti con esposizioni a basso rischio “è possibile adottare la sorveglianza passiva, autocontrollarsi e informare il proprio medico di famiglia”. Inoltre, il Ministero precisa che i contatti asintomatici che controllano adeguatamente e regolarmente il loro stato di salute possono continuare le attività quotidiane di routine come andare al lavoro e frequentare la scuola; al contrario, i contatti stretti devono evitare la donazione di sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono in regime di sorveglianza.

Spallanzani: “Pronti a partire con le vaccinazioni”

Sul fronte vaccini, si resta in attesa che il comitato per i medicinali ad uso umano dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) dia l’ok per estendere l’utilizzo del vaccino contro il vaiolo, Imvanex, anche al vaiolo delle scimmie. Intanto, l’Istituto per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma ha annunciato di essere pronto a partire con la vaccinazione che, come ha spiegato la Regione Lazio, prevede una prima dose e un richiamo da somministrare dopo un intervallo di due-tre mesi.

Il direttore generale dell’Istituto Spallanzani, Francesco Vaia, ha fatto sapere di avere offerto la competenza dell’Istituto, anche con il contributo delle Associazioni, per una corretta campagna di informazione. Tuttavia, il Ministero della Salute non ha ancora fornito indicazioni sulle modalità di reclutamento, con i criteri di definizione della platea e l’indicazione delle fasce di età: “Lo Spallanzani ha offerto la propria disponibilità a essere centro regionale di riferimento per la vaccinazione per il Monkeypox. Abbiamo offerto la nostra expertise, anche con il contributo delle associazioni, per una corretta campagna di informazione. Attendiamo le linee guida ministeriali alle quali stiamo attivamente collaborando”, ha detto Vaia.

Gli ha fatto eco l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che ha annunciato: “Presto pronti a partire con il vaccino del vaiolo per monkeypox, allo Spallanzani. Attendiamo dal ministero le modalità di reclutamento”.

I casi in Italia

Nel nostro Paese la regione che conta il maggior numero di casi di vaiolo delle scimmie è la Lombardia (232), seguita dal Lazio (104), Emilia Romagna (57), Veneto (33), Piemonte (18) e Toscana (17). Le regioni che non hanno ancora segnalato casi sono: Basilicata, Calabria, Molise, Umbria e Valle d’Aosta. Le rimanenti 7, comprese le province autonome di Bolzano e di Trento, ne contano meno di 10.

fonte immagine:https://pixabay.com/it/photos/vaiolo-delle-scimmie-7229283/

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