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Covid, il piano del Governo contro la quarta ondata

Il piano del Governo italiano per arginare i contagi e contrastare un’eventuale quarta ondata di Covid. Ecco le misure previste.

Il piano del Governo italiano per arginare i contagi e contrastare un’eventuale quarta ondata di Covid. Ecco le misure previste.

Resta alta l’allerta Covid in Italia. Per scongiurare una quarta ondata ed evitare nuove chiusure il Governo italiano ha deciso di prorogare le misure già in vigore. Ecco cosa prevede il piano dell’esecutivo.

Covid, contagi in crescita

Continua a salire la curva dei contagi in Italia e il rischio di una quarta ondata di Covid si fa sempre più minaccioso. In un solo giorno si sono registrati 5.822 nuovi casi e 26 decessi, con un tasso di positività dei test dell’1,3% e ricoveri in aumento (+49). Sebbene il livello di rischio nelle regioni sia ancora ‘moderato’ e le ospedalizzazioni siano sotto controllo, ce ne sono 13 in cui l’incidenza è sopra la soglia di guardia.

Pertanto il governo ha deciso di non allentare le misure già in vigore, ma al contrario di prorogarle, a partire dall’estensione dell’obbligo del green pass fino all’estate 2022. Sarà inoltre necessario riaprire tutti gli hub vaccinali delle regioni, chiusi nei mesi scorsi o che stanno per chiudere per la scadenza dei contratti con le aziende sanitarie, al fine di proseguire in tempi rapidi con le terze dosi di vaccino e completare il primo ciclo di vaccinazione. Attualmente sono 2 milioni gli italiani che hanno già ricevuto la terza dose e questo potrebbe rivelarsi fondamentale per arginare un nuovo picco.

Il governo ha inoltre pensato a chiusure “controllate” in base ai contagi, dunque a seconda del cambio di fascia delle Regioni, e sta valutando di prorogare lo stato di emergenza, la cui scadenza è fissata il 31 dicembre.

Le parole di Locatelli

Intervistato a “Mezz’ora in più”, il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, ha detto: “Non dobbiamo sottovalutare l’allerta ma neanche sfociare nell’allarmismo perché In Italia la situazione epidemica insieme a quelle di Spagna e Portogallo è la migliore d’Europa”.

In vista delle prossime festività natalizie, Locatelli ha rassicurato che sarà un Natale “connotato certamente da maggior socialità rispetto allo scorso anno”. Confrontando i dati legati all’emergenza con quelli del 2020, si nota infatti un chiaro miglioramento. Attualmente ci sono 3.215 ospedalizzati, contro gli oltre 25 mila di un anno fa; i posti occupati in terapia intensiva sono 398 mentre lo scorso anno erano 2.500. Cala nettamente anche il numero dei decessi in un giorno: 26 contro gli oltre 400 dello scorso anno.

Merito della campagna vaccinale che resta la prima arma contro la pandemia. Bisogna continuare a procedere su due binari, ossia convincere i circa 7 milioni di adulti ancora non immunizzati a vaccinarsi e spingere sulle dosi booster, per ora riservate a over 60, fragili e personale sanitario. Si sta tuttavia pensando di ampliare la platea degli interessati, come spiegato da Locatelli stesso: “In settimana ci sarà una riflessione coordinata dal ministro della Salute Roberto Speranza su un’ulteriore estensione della terza dose”.

In merito all’ipotesi di una proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2022, Locatelli ha detto che essa “è compatibile con la normativa e la legislazione attuale”. “Da qui al 31 dicembre quando è prevista la scadenza passa ancora tempo prima che la questione possa più opportunamente essere considerata. È chiaro che se il governo, e la decisione è tutta politica, vorrà considerare questa ipotesi, o ferma al 31 di gennaio o necessita di provvedimenti normativi-legislativi per poterla estendere oltre”, ha aggiunto il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico.

Locatelli ha infine risposto all’ipotesi di un possibile ‘lockdown per i non vaccinati’: “Non è proponibile in Italia”, ha sentenziato.

Sistema delle zone colorate

Raggiunto dal Corriere della Sera, il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito che resterà in vigore anche l’anno prossimo il sistema delle zone colorate per identificare le regioni con minore o maggiore criticità. Il sistema dei colori permette di mantenere aperte le attività, adottando misure drastiche solo in quelle aree dove la situazione peggiora. In caso di eventuali cluster sarà possibile ricorrere anche a “micro zone rosse”.

Sebbene al momento tutta Italia sia in zona bianca, non è escluso che alcune Regioni (Friuli-Venezia Giulia in testa, seguita da Marche, Calabria e provincia di Bolzano) possano a stretto giro cambiare colore e passare nuovamente al giallo.

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/donna-maschera-viso-covid-19-6763519/

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