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Cts: no a riapertura palestre, piscine e sale bingo

Nel corso del vertice con il Governo di ieri sera a Palazzo Chigi il Cts ha ribadito il suo no alla riapertura di palestre, piscine, sale giochi e sale bingo. I dettagli nell’articolo.

Nel corso del vertice con il Governo di ieri sera a Palazzo Chigi il Cts ha ribadito il suo no alla riapertura di palestre, piscine, sale giochi e sale bingo. I dettagli nell’articolo.

Slitta ancora la riapertura di palestre, piscine, sale giochi e sale bingo. Il no dei tecnici del Comitato tecnico scientifico (Cts), ribadito ieri sera nel corso del vertice con il Governo, gela le categorie. A preoccupare, dicono gli esperti – che hanno illustrato a Draghi e ai ministri competenti dati e tabelle poco incoraggianti – è la diffusione delle varianti, in particolare di quella inglese che, dicono, sarà prevalente entro metà marzo. I tecnici hanno pertanto invitato il Governo a “confermare le attuali misure fino a Pasqua” o sarà di nuovo allarme terapie intensive.

Cts: invito alla prudenza

Continua a salire la curva dei contagi da Covid-19 nel nostro Paese e anche quella dei ricoveri. Nel 30% dei nuovi casi è stata già riscontrata la variante inglese che in Italia sarà prevalente, secondo le previsioni degli esperti, entro la prima metà di marzo. In otto regioni le terapie intensive hanno già superato la soglia di saturazione. Questo in sintesi il quadro della situazione nel nostro Paese illustrato al Governo ieri dal Cts.

“Abbiamo rappresentato al presidente Draghi i dati e i numeri dal punto di vista scientifico. Noi siamo prudenti, ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente“, ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Miozzo ieri all’uscita da Palazzo Chigi, dove è stato convocato assieme al presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e al presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro per illustrare a Draghi, ai ministri competenti e ai capidelegazione della maggioranza la situazione reale del contagio e, insieme, ipotizzare nuovi parametri per valutare il livello di rischio. Il suggerimento che i tecnici affidano al governo è quello di una “estrema prudenza” nelle valutazioni in vista del nuovo Dpcm che dovrebbe arrivare entro la fine della settimana e con largo anticipo rispetto alla scadenza del 5 marzo, al fine di consentire a tutti di organizzarsi con le nuove norme.

“Non abbiamo parlato di riaperture, se ne parlerà in un’altra occasione. Venerdì ci sarà una nuova fotografia della situazione, poi vedremo”, ha dichiarato Miozzo.

No a riaperture

Il Cts ha dunque gelato le richieste di riaperture avanzate da diversi ministeri e categorie produttive, ribadendo il suo no: no all’apertura di palestre e piscine, neanche per lezioni individuali e terapie di riabilitazione, no ai corsi pomeridiani per bambini, no a sale giochi e sale bingo. Per i tecnici non è ancora tempo di allentare le misure. Il Cts suggerirebbe di riconfermare il Dpcm in scadenza il 5 marzo fino a Pasqua. “Non vogliamo essere il signor no”, ha detto ancora Miozzo spiegando che “possibili riaperture possono essere ipotizzate ma solo in quelle regioni dove l’incidenza del contagio è inferiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti”, le cosiddette zone bianche istituite dall’ultimo Dpcm. Tuttavia, nessuna Regione al momento è entrata in zona bianca. Attualmente solo Sardegna e Val d’Aosta vi si avvicinano.

fonte immagine: https://www.facebook.com/palazzochigi.it/photos/a.948170771917570/948170708584243

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