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Lombardia in zona arancione, l’annuncio di Fontana

La Lombardia passa dalla zona rossa a quella arancione. Si attende l’ordinanza del ministero della Salute per l’ufficialità.

La Lombardia passa dalla zona rossa a quella arancione. Si attende l’ordinanza del ministero della Salute per l’ufficialità.

L’annuncio di Fontana su Twitter

La Lombardia è in zona arancione. La notizia era nell’aria da giorni, ma più volte smentita. Adesso arriva la conferma. A dare l’annuncio è stato il presidente della Regione, Attilio Fontana, su Twitter.

“Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali, A breve la decisione del Governo.”, ha scritto il governatore.

Si attende infatti la ratifica del governo.

La Lombardia era in zona rossa dallo scorso 6 novembre. Da giorni i dati epidemiologici mostrano un miglioramento: la curva dei contagi è in discesa, l’indice di contagio Rt è diminuito, così come la pressione su ospedali e pronto soccorso. Pertanto la Regione può passare in zona arancione.

Nell’attesa dell’ordinanza del ministero della Salute, che dovrà rendere ufficiale il passaggio dalla zona rosa a quella arancione, vediamo cosa cambia per la Regione.

Lombardia in zona arancione, cosa cambia

 In zona arancione è vietato uscire dal proprio Comune se non per ragioni di lavoro, istruzione, salute o per necessità, autocertificate, mentre ci si può spostare liberamente all’interno del proprio Comune dalle 5 alle 22, senza autocertificazione.

Alle 22 scatta il coprifuoco, fino alle 5. Si potrà uscire di casa in questa fascia oraria solo per comprovate esigenze e compilando l’autocertificazione.

Con il passaggio in zona arancione in Lombardia riaprono tutti i negozi, senza limitazioni, nel pieno rispetto delle regole, ossia del distanziamento interpersonale di almeno un metro, dello scaglionamento degli ingressi e della frequente sanificazione del locale e degli spazi espositivi.

Resteranno invece chiusi, durante le giornate festive e prefestive, i negozi che si trovano all’interno dei centri commerciali, ad eccezione delle farmacie e parafarmacie, dei presidi sanitari, dei punti vendita di generi alimentari, dei tabacchi e delle edicole.

Le regole per bar e ristoranti non cambiano: resta vietata la consumazione sul posto, mentre sono consentiti l’asporto e la consegna a domicilio.

Restano chiusi anche i musei, le palestre, le piscine, i centri benessere e i centri termali.

Lo sport di contatto è vietato, ma è possibile svolgere attività fisica all’aperto e a livello individuale.

 È consentito anche frequentare i centri e i circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in mancanza di tali strutture, in Comuni limitrofi, al fine di svolgere, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza creare assembramenti, all’aperto l’attività sportiva di base. Resta però vietato utilizzare gli spogliatoi.

Sul fronte lavoro, si consiglia di proseguire con lo smart working, ove possibile.

Per quanto riguarda le scuole, riaprono le classi seconda e terza media, quindi gli studenti delle medie tornano a seguire le lezioni in classe. Mentre gli studenti delle superiori proseguiranno con la didattica a distanza.

Restano ferme le attività formative e curriculari in presenza anche per le università, fatta eccezione per quelle relative al primo anno dei corsi di studio e dei laboratori.

E’ consentito svolgere assemblee di condominio in presenza, qualora non fosse possibile organizzarle in modalità a distanza.

Infine, è raccomandato fortemente di non invitare a casa propria persone non conviventi.

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