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Stop a blocco licenziamenti tranne per il tessile allargato

Ieri pomeriggio a Palazzo Chigi la cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi ha raggiunto l’accordo sullo stop al blocco licenziamenti tranne per il tessile allargato.

Ieri pomeriggio a Palazzo Chigi la cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi ha raggiunto l’accordo sullo stop al blocco licenziamenti tranne per il tessile allargato.

Trovato l’accordo sullo sblocco dei licenziamenti discusso ieri pomeriggio a Palazzo Chigi nel corso della cabina di regia presieduta dal premier Draghi: stop al blocco per l’industria manifatturiera ed edilizia, ma non per il settore tessile e quelli ad esso collegati (calzaturiero e moda).

Si è poi discussa anche la possibilità di erogare ulteriori 13 settimane di cassa integrazione straordinaria a tutte le imprese appartenenti ai tavoli di crisi industriali attualmente aperti e non, che abbiano esaurito gli ammortizzatori.

Stop a blocco licenziamenti: la riunione a Palazzo Chigi

Dopo una riunione di circa un’ora, a cui hanno preso parte i ministri Brunetta, Orlando, Giorgetti, Speranza, Bonetti, Franco e Patuanelli, si è deciso di cancellare il blocco licenziamenti per manifattura ed edilizia, in scadenza il 30 giugno, mentre esso è stato prorogato per il tessile “allargato” fino al 31 ottobre. Le aziende che appartengono a questo settore potranno fruire della cig gratuita.

Da fonti ministeriali si apprende poi che sono previsti ulteriori sei mesi di cassa per cessazione per il comparto aereo. Inoltre, si è deciso di estendere di due mesi, fino al 31 agosto, il blocco delle cartelle esattoriali.

Tra martedì e mercoledì il Consiglio dei ministri si riunirà per varare un decreto che contenga le decisioni prese.

La soddisfazione del ministro del lavoro

Da settimane i sindacati chiedevano al governo una proroga del blocco in scadenza il 30 giugno (in base al cosiddetto Decreto Sostegni Bis). A partire da oggi, martedì 29 giugno, il presidente Draghi incontrerà le parti sociali per un confronto.

Intanto, soddisfazione sull’accordo raggiunto è stata espressa dal ministro del Lavoro Andrea Orlando: “La discussione è andata nella direzione giusta: aumentare gli strumenti di protezione e rendere meno traumatico il superamento del blocco dei licenziamenti, offrendo strumenti alle imprese e ai lavoratori per gestire le crisi. È importante anche che le misure saranno sottoposte al confronto con le parti sociali”, ha detto all’uscita da Palazzo Chigi.

Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha invece parlato di “molta discussione” sul tema dello sblocco ai licenziamenti e ha sottolineato che “la scelta denota la nostra volontà di far tornare il Paese al mercato, difendendo sì i settori più in crisi, ma tornando alla fisiologia”.

Il segretario del Pd Enrico Letta ha commentato su Twitter le scelte della cabina di regia parlando di “un buon compresso”. “Quando il Governo Draghi annunciò che non avrebbe prorogato il blocco dei licenziamenti abbiamo lavorato su quella che ci pareva l’unica opzione ragionevole: la selettività dei sostegni ai lavoratori seguendo il livello di crisi dei settori”, ha scritto.

I dubbi di Lega e Iv

Viceversa, come si apprende da fonti di governo, la Lega e Italia Viva hanno espresso dubbi sulla proroga generalizzata del blocco dei licenziamenti. Mentre su questa ipotesi si sono trovati d’accordo Andrea Orlando (Pd), Stefano Patuanelli (M5s), Roberto Speranza (Leu) e Renato Brunetta (FI), infatti, perplessità sarebbero arrivate da Giancarlo Giorgetti (Lega), e da Elena Bonetti (Italia Viva), che tuttavia non hanno formulato una proposta sulla quale votare. E’ stata dunque accolta dalla cabina di regia la proposta formulata dal ministro Orlando.

fonte immagine: https://www.facebook.com/andreaorlandosp/photos/a.506796429413640/4054670991292815

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