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Lallazione del neonato: quando inizia e come avviene?

La lallazione è un naturale processo della crescita del bambino. Vediamo insieme quando inizia, come avviene e quando è il caso di preoccuparsi.

La lallazione è un naturale processo della crescita del bambino. Vediamo insieme quando inizia, come avviene e quando è il caso di preoccuparsi.

Prima di iniziare a pronunciare parole di senso compiuto, il bambino attraversa una fase dello sviluppo del linguaggio chiamata lallazione. Vediamo insieme di cosa si tratta e quando inizia.

Cosa significa lallazione del neonato?

La lallazione è una tappa importante della crescita del neonato. Si tratta di un naturale processo che riguarda lo sviluppo del linguaggio, che inizia a partire dai 6 mesi di vita, durante il quale il lattante comincia a pronunciare le sue prime sillabe. Le sillabe pronunciate ricordano, generalmente, le parole “mamma”, “papà” o “nanna”, ma in realtà il piccolo non sta parlando, si sta esercitando in espressioni vocali ripetendo sillabe cantilenate (ma-ma-ma, pa-pa-pa ma anche da-da-da). Non a caso il termine “lallazione” deriva dal latino “lallatio” che vuol dire “canterellare”. Si tratta di una fase di allenamento alla comunicazione, in cui il neonato scopre la sua voce e come questa sia capace di attirare l’attenzione delle persone intorno, proprio come quando piange, e si allena ad utilizzarla e a comunicare. 

Quando inizia?

Si possono distinguere due fasi della lallazione. La cosiddetta lallazionecanonica“ inizia intorno ai 6-8 mesi. In questa fase i bambini producono delle sequenze di consonante e vocale ripetute, come “mamama”.  “tetete”. Solitamente i suoni utilizzati sono la vocale /a/ – la più semplice – e le consonanti /m/, /p/, /b/, /t/, /d/ , simili tra loro per la modalità di produzione.

Verso i 9-10 mesi, invece, inizia la lallazione detta “variata“, durante la quale i suoni cambiano. Si alternano diverse consonanti e vocali, per esempio “totito” e “papana”. In questa fase il bambino acquisisce tra le 20 e le 100 parole, inizia a utilizzare gesti legati alle routine (ad esempio il gesto del “ciao”) e l’indicazione (pointing) per fare una richiesta.

Il passaggio da lallazione a prime parole avviene in maniera graduale e inizia verso i 12-14 mesi. Queste due modalità di comunicazione possono coesistere anche per diverso tempo, solitamente fino ai 18 mesi.

Come stimolare la lallazione?

Generalmente la lallazione avviene intorno ai sei mesi, ma qualche volta più tardi.  In questo caso non bisogna preoccuparsi, ogni bambino ha i suoi tempi; non serve mettergli fretta prima del tempo. Tuttavia, è possibile stimolare la lallazione per aiutare il piccolo a emettere suoni che somiglino a parole di senso più o meno compiuto.

Il neonato è infatti portato a imitare le persone intorno a lui, per cui con la nostra voce possiamo ‘avviarlo’ alla comunicazione. Se gli parliamo scandendo bene le parole, lo aiuteremo a capire come usare la voce e a fargli prendere confidenza con i suoni e a produrne di propri. Lo esorteremo a comunicare anche provando toni differenti. Pian piano il bambino immagazzinerà i termini ascoltati per poi riprodurli a tempo debito. A tal fine si consiglia di recitare filastrocche e cantare canzoncine, sempre facendo attenzione a lasciare delle pause in cui il bambino possa intervenire con la sua voce. Bisogna coinvolgerlo raccontandogli quello che stiamo facendo e leggere libri insieme. Sono perfetti i libri illustrati, pieni di colori. Durante la lettura è importante indicare ogni oggetto presente nella pagina e pronunciare il suo nome.

Molti studi dimostrano che i bambini lallano in maniera diversa a seconda della lingua madre e probabilmente esiste una correlazione tra le sillabe prodotte in questa fase e le prime parole. Si ipotizza, ad esempio, che il bambino che lalla molto con la consonante /p/, produrrà per prime delle parole con questo suono, come “papà” e “pappa”.

Cosa fare se il bambino non inizia a lallare?

Può capitare che un bimbo inizi a lallare tardi. In questo caso i genitori tendono a preoccuparsi, ma non bisogna allarmarsi se non inizia subito a 6 mesi. Il neonato ha infatti tempo fino a 10 mesi per intraprendere questo percorso. Se la lallazione ritarda fino (e oltre) i 12 mesi di età, si consiglia di rivolgersi al pediatra di fiducia.

In genere è il pediatra, durante il bilancio di salute degli 8-9 mesi a stabilire la presenza di un ritardo della lallazione e se è il caso di preoccuparsi. Il medico indagherà tramite alcune domande e, in caso di dubbio o in presenza di eventuali altri campanelli di allarme, consiglierà una valutazione da parte del neuropsichiatra infantile, che a sua volta potrà prescrivere un consulto dal logopedista.

Le cause del ritardo della lallazione possono essere diverse. È probabile ci sia un disturbo uditivo del piccolo o un deficit cognitivo. Solo rivolgendosi al pediatra si potrà ottenere un parere professionale basato sulla reale osservazione delle capacità del neonato.

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/infante-ragazza-cap-giacca-bambino-1426651/

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