Nel Decreto Rilancio gli italiani potrebbero ritrovarsi di fronte a delle sorprese negative. I consumatori infatti potrebbero trovare dei rincari per quanto riguarda le bollette dell’energia, con gli emendamenti al testo base che sono stati presentati sia dal M5S che dal partito Democratico in vista del dibattito in aula.
Il Decreto Rilancio
Nel pieno dell’emergenza dovuta alla pandemia da coronavirus è stato presentato il Decreto Rilancio, che è andato ad abbinarsi al precedente Decreto Cura Italia. Sia il primo che il secondo decreto sono stati presentati per cercare di frenare il tracollo dell’economia con una serie di misure per sostenere le famiglie e le imprese. Le notizie che stanno circolando in questi giorni sono poco confortanti per i consumatori italiani in quanto sembra che in alcuni emendamenti si nascondano dei rincari, che riguardano sia il gas che la luce.
Le discussioni che sono state fatte tra i vari componenti del governo e delle commissioni sul testo del decreto Rilancio sono letteralmente esplose quando sono stati presentati due emendamenti, uno da parte del Partito Democratico ed uno da parte del Movimento 5 Stelle. L’obiettivo di questi emendamenti è quello di dare un aiuto concreto alle famiglie ed alle persone che in questo momento si trovano maggiormente in difficoltà. Un obiettivo che si può raggiungere tramite delle detrazioni dell’IRPEF, che devono però essere finanziate. Questo si dovrebbe fare con un aumento di quelli che sono conosciuti come “oneri di sistema” e che si trovano anche nelle fatture di gas e luce. Una riduzione delle tasse per i bisognosi che in pratica porterebbe ad un aumento di tutte le bollette.
Le critiche a questa scelta
Naturalmente non appena sono circolate le voci di questa possibile modifica al testo del Decreto Rilancio, sono immediatamente arrivate le critiche. Marco Vignola, responsabile del settore “Energia” dell’unione Nazionale Consumatori ha confermato che la finalità degli emendamenti è giusta ma che l’attuazione avviene tramite strumenti sbagliati. Per Marco Vignola l’aiuto alle persone bisognose non deve pesare sui consumatori e per questo come rappresentante del suo ente ha chiesto il ritiro di questi emendamenti, sostituendoli con la sospensione degli oneri di sistema e delle “componenti TERNA” fino alla fine del 2020 sulle bollette.
Oltre a questo ha proposto che il bonus sociale già previsto sia rimodulato e reso automatico, visto che a causa del coronavirus si potrebbero verificare condizioni di difficoltà anche per altre famiglie. La scelta, secondo l’Unione Italiana Consumatori, deve essere quella di ricorrere alla fiscalità generale, dato che anche gli altri consumatori si stanno trovando in situazioni delicate a causa del rallentamento dell’economia.