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Obesità: cause e rimedi di una patologia in crescita

L’obesità è una patologia cronica sempre più in crescita a livello globale. Vediamo insieme da cosa è causata e come contrastare questa malattia.

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Obesità: cause e rimedi di una patologia in crescita

L’obesità è una patologia cronica sempre più in crescita a livello globale. Vediamo insieme da cosa è causata e come contrastare questa malattia.

Circa il 50% della popolazione mondiale è affetto da obesità, una patologia cronica in crescita. Vediamo insieme da cosa è causata e come combatterla.

Che cos’è l’obesità?

L’obesità può essere definita come un eccessivo accumulo di grasso nei tessuti adiposi del corpo. In base alla distribuzione del tessuto adiposo si possono distinguere tre tipi di obesità:

  • Ginoide (o sottocutanea): è tipica della donna. Il grasso si localizza soprattutto nelle regioni inferiori del corpo (bacino, anche, glutei e cosce) dando al corpo la cosiddetta conformazione “a pera”;
  • Androide (o viscerale): è tipica dell’uomo. In questo caso il grasso si localizza prevalentemente nelle regioni superiori del corpo, come addome, torace e spalle, donando una conformazione “a mela”;
  • Diffusa (o mista): si verifica un incremento omogeneo del tessuto adiposo in tutto il corpo, sia in sede viscerale che sottocutanea.

In genere questa patologia è frutto di uno stile di vita malsano derivante dalla combinazione di un regime alimentare scorretto – caratterizzato dall’assunzione di cibi poco nutrienti ma ricchi di zuccheri e grassi insaturi – e troppa sedentarietà.

Cause e sintomi

L’aumento di peso è causato da un’eccedenza energetica, ovvero si verifica quando le calorie assunte con l’alimentazione sono superiori a quelle bruciate attraverso le attività quotidiane.

Si tratta di una problematica oggi molto comune perché sempre più persone mangiano quantità sproporzionate di cibi ad alto contenuto calorico e passano molto tempo sedute a casa, in macchina, in ufficio. La mancanza di movimento è dunque l’altro elemento principale che favorisce l’insorgere di stati di sovrappeso e obesità.

Eccessiva alimentazione e vita sedentaria non sono però le uniche cause. Vi sono infatti anche altri fattori che possono favorire l’aumento di peso e quindi lo sviluppo di questa patologia. In primis fattori genetici: possono condizionare il numero delle cellule adipose o indurre ad alterazioni del comportamento alimentare e del dispendio energetico. Chi ha una predisposizione all’obesità tende a produrre in numero minore particolari proteine e ormoni (tra cui la leptina che regola il senso di sazietà) comportando una riduzione del metabolismo e influenzando l’accumulo del peso. In secondo luogo possono influire disfunzioni ormonali: diverse patologie endocrine come iperinsulinismo, la disfunzione ovarica e l’ipotiroidismo possono favorire l’obesità. Anche i fattori ambientali influiscono: il contesto socioeconomico ha infatti un impatto sull’insorgenza dell’obesità attraverso la diffusione di regimi alimentari scorretti – basati sul consumo di grassi, di cibi preconfezionati e di zuccheri raffinati – e stili di vita sedentari. Infine, può influire anche l’assunzione di farmaci: ormoni steroidei o farmaci psicoattivi, come ad esempio gli antidepressivi, possono causare un aumento di peso.

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I sintomi principali dell’obesità, soprattutto se definita “grave” sono: respirazione affannata, disturbi del sonno, sudorazione eccessiva, dolori alle ossa (tra cui schiena, anche e ginocchia), difficoltà nei movimenti.

Le conseguenze dell’obesità

L’obesità comporta gravi rischi per la salute. Si è infatti maggiormente esposti a patologie, quali il diabete, le malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto coronarico) e respiratorie, nonchè a numerose disfunzioni sessuali e a problemi alle articolazioni.

Le conseguenze di questa patologia non sono solo fisiche ma anche psicologiche. I soggetti che ne sono affetti, infatti, tendono a cadere in depressione, hanno bassa autostima e incontrano molte difficoltà ad intraprendere qualunque tipo di relazione sociale.

Obesità: i numeri di una patologia in crescita a livello globale

L’obesità è una malattia con diffusione su scala mondiale e, come detto, è sempre più in crescita. Secondo i dati della World Obesity Federation, nel mondo ci sono poco più di un miliardo di persone obese, circa il 14% della popolazione totale. Un miliardo e sei sono, invece, le persone in sovrappeso, ovvero circa il 24% degli abitanti del nostro pianeta. La patologia è in crescita anche in paesi poveri, come Iran, Malesia e Sud Africa.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2021, ben il 46% della popolazione adulta era in sovrappeso o obesa. Un bambino su quattro, residente nelle regioni centro-meridionali, si trova in questa condizione. L’Istituto Superiore di Sanità italiano, in collaborazione con gli istituti scolastici primari di varie regioni italiane, ha messo a punto un sistema di sorveglianza per monitorare sovrappeso e obesità nei bambini dai sei ai dieci anni, denominato “Okkio alla Salute”. Nell’anno scolastico 1999-2000, ovvero precedente alla sorveglianza, la percentuale di bambini sovrappeso in Italia era del 24%. L’indagine è iniziata nel corso dell’anno scolastico successivo. Prevedeva – e prevede ancora oggi – il monitoraggio ante e post delle condizioni fisiche dei bambini, la somministrazione di un questionario sulla percezione del problema ai bambini, di un questionario ai genitori e di un terzo questionario al direttore scolastico. Grazie a queste indagini, le strutture locali di salute pubblica possono pianificare interventi di educazione sanitaria, mirati al raggiungimento di un unico obiettivo: maggiore consapevolezza e responsabilizzazione, in tema di salute.

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Secondo le stime, entro il 2035, il numero delle persone in sovrappeso arriverà a sfiorare i due miliardi e l’obesità infantile potrà subire un incremento del 100%, rispetto ai valori attuali.

Questa malattia avrà anche un notevole impatto economico, rappresentato dalla spesa che i governi e i dipartimenti di salute pubblica dovranno sostenere per gestire la patologia. Si stima che nel 2035 l’impatto economico globale di sovrappeso e obesità raggiungerà i 4,32 trilioni di dollari.

Come capire se si è obesi

Esiste un metodo molto utilizzato per verificare se si ha un peso fuori norma, ovvero attraverso l’indice di massa corporea (body mass index in inglese – BMI). Si tratta di un rapporto tra il peso e il quadrato dell’altezza; un semplice calcolo che misura se si ha un giusto peso rispetto alla propria altezza.

Se il risultato di questo calcolo restituisce un valore di BMI da 25 a 29,9 si è in “sovrappeso”, da 30 a 39,9 si è “obesi”. Oltre i 40 si è in uno stato di “grave obesità”.

Conoscere il proprio BMI di partenza è utile per capire quanto è grave l’obesità e stabilire insieme al medico il percorso di gestione del peso più adeguato per restare in salute. Chiaramente bisognerà poi valutare la storia clinica e lo stato psico-fisico del paziente, la circonferenza addominale, la composizione corporea. Per questo bisogna rivolgersi ad uno specialista (dietologo, dietista, nutrizionista).

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Consigli e rimedi

I principali consigli degli esperti della nutrizione per contrastare obesità e sovrappeso sono: fare attività fisica (meglio se all’aria aperta) per almeno 30 minuti al giorno e seguire un’alimentazione adeguata e bilanciata. L’attività fisica dovrebbe combinare esercizi aerobici e anaerobici, mentre per l’alimentazione si sconsiglia il consumo di pasti pronti, frutto di elaborata lavorazione industriale e ricchi di zuccheri, causa del diabete di tipo 2. Una dieta equilibrata dovrebbe comprendere un consumo regolare di vari alimenti ricchi di fibre e poveri di grassi, prediligendo frutta, verdura e legumi. Bisogna sostituire i grassi animali (saturi) con grassi vegetali (insaturi).

Spesso, oltre a consigliare modifiche dello stile di vita, lo specialista endocrinologo suggerisce di abbinare alla dieta e all’attività fisica anche una terapia farmacologica specifica per la riduzione del grasso corporeo. Attualmente la terapia farmaceutica più efficace prevede l’utilizzo del farmaco Ozempic, indicato per il diabete di tipo 2. Questo medicinale aiuta a contrastare i picchi glicemici e il senso di fame. I pazienti che lo assumono riescono a perdere perso, senza avvertire sensi di privazione o di colpa.

Nei casi di obesità grave (BMI > 40), l’unica soluzione è ricorrere alla chirurgia bariatrica, che prevede una riduzione di volume dell’apparato digerente, con asportazione di tratti di stomaco e intestino. A 18 mesi dall’intervento, i pazienti che vi si sottopongono riescono a perdere fino all’85% del peso corporeo.

fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/nastro-di-misurazione-misurare-4590162/

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Nessuna prova di razzismo a Juan Jesus: Acerbi assolto

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Nessuna prova di razzismo a Juan Jesus: Acerbi assolto

Il giocatore dell’Inter Acerbi assolto

Nel mondo dello sport, ogni tanto emergono controversie che scuotono gli appassionati e la comunità sportiva nel suo complesso. Una di queste situazioni si è verificata recentemente nel calcio italiano, coinvolgendo due giocatori di spicco: Juan Jesus del Napoli e Francesco Acerbi dell’Inter. La controversia è stata generata da presunte accuse di comportamento razzista da parte di Acerbi nei confronti di Juan Jesus durante un incontro sul campo. Tuttavia, dopo un’attenta indagine, nessuna prova di razzismo a Juan Jesus: Acerbi assolto. Le autorità sottolineano la mancanza di prove concrete a sostegno delle accuse.

Questa vicenda ha suscitato grande interesse e dibattito nell’ambito del calcio italiano e internazionale, con molti media che hanno seguito da vicino lo sviluppo della situazione. Tuttavia, è importante analizzare i fatti in modo obiettivo e approfondito, evitando di lasciarsi trascinare da speculazioni e rumor. In questo articolo, esamineremo attentamente gli eventi che hanno portato a questa controversia, analizzando le prove disponibili e le conclusioni delle autorità competenti.

Il diverbio

La vicenda ha avuto origine durante un match di alto profilo tra Napoli e Inter, due delle squadre più importanti della Serie A italiana. Durante la partita, si è verificato un alterco tra Juan Jesus e Francesco Acerbi, che ha attirato l’attenzione degli spettatori e dei media. In seguito alla partita, sono emerse voci secondo cui Acerbi avrebbe rivolto insulti razzisti a Juan Jesus durante l’incontro. Queste accuse hanno immediatamente scatenato una forte reazione da parte dell’opinione pubblica e dei dirigenti sportivi, che hanno chiesto un’indagine approfondita sull’incidente.

Le autorità competenti hanno avviato un’indagine immediata per fare chiarezza sulla situazione. Sono stati interpellati arbitri, giocatori e testimoni oculari presenti durante la partita al fine di raccogliere prove e testimonianze utili per stabilire la verità. Tuttavia, nonostante gli sforzi profusi, non è emerso alcun elemento che confermasse le accuse di comportamento razzista da parte di Acerbi. Le testimonianze raccolte non hanno fornito alcun riscontro sostanziale alle accuse, e le immagini delle telecamere presenti allo stadio non hanno rilevato comportamenti sospetti o discriminatori da parte del giocatore dell’Inter.

Mancanza di prove concrete

Di fronte alla mancanza di prove concrete, le autorità incaricate dell’indagine hanno concluso che non vi erano elementi sufficienti per sostenere le accuse di razzismo nei confronti di Acerbi. Questa decisione ha sollevato un sospiro di sollievo tra i sostenitori dell’Inter e ha posto fine alla speculazione mediatica che aveva circondato l’incidente. Tuttavia, è importante sottolineare che la questione del razzismo nello sport resta un tema di grande importanza e sensibilità, e deve essere affrontato con la massima serietà e determinazione.

La controversia tra Juan Jesus e Francesco Acerbi ha messo in luce l’importanza di affrontare le questioni legate al razzismo nello sport con una mentalità aperta e inclusiva. Sebbene in questo caso specifico non siano emerse prove di comportamento razzista, è fondamentale rimanere vigili e pronti a intervenire ogni volta che si verificano episodi di discriminazione o intolleranza. Le squadre, le istituzioni sportive e gli organi preposti devono lavorare insieme per promuovere un ambiente di gioco sano e rispettoso, in cui ogni giocatore si senta al sicuro e rispettato.

Sport e razzismo

La vicenda che ha coinvolto Juan Jesus e Francesco Acerbi ha evidenziato l’importanza di affrontare le questioni legate al razzismo nello sport con responsabilità e determinazione. Sebbene le accuse di comportamento razzista nei confronti di Acerbi siano state respinte per mancanza di prove, questo episodio ci ricorda che il lavoro per combattere il razzismo nello sport è tutt’altro che concluso. È fondamentale continuare a sensibilizzare giocatori, tifosi e dirigenti sulle conseguenze negative del razzismo e lavorare insieme per creare un ambiente di gioco inclusivo e rispettoso per tutti. Solo così possiamo assicurare che lo sport rimanga un veicolo di unità e integrazione, capace di superare le barriere culturali e promuovere valori universali di solidarietà e tolleranza.

 

[fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/martelletto-giustizia-giudice-7499911/]

 

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Crolla il ponte di Baltimora per un’urto con una nave cargo

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Crolla il ponte di Baltimora per un'urto con una nave cargo

Il recente crollo del ponte a Baltimora ha scosso gli Stati Uniti, suscitando preoccupazione e interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture. L’incidente è stato causato dall’urto di una nave cargo, che ha portato al cedimento del ponte, generando conseguenze disastrose. In questo articolo, esploreremo gli eventi che hanno portato a questa tragedia, le sue implicazioni e le misure necessarie per prevenire simili incidenti in futuro.

La Cronaca dell’Incidente

La città di Baltimora è stata scossa da un evento tragico quando un ponte importante è crollato dopo essere stato colpito da una nave cargo. L’incidente ha avuto luogo durante le operazioni di navigazione della nave nel porto di Baltimora. Secondo i rapporti preliminari, la nave ha perso il controllo a causa di condizioni meteorologiche avverse o guasti tecnici, finendo per urtare violentemente contro il pilone centrale del ponte.

Le immagini e i video dell’incidente hanno rapidamente fatto il giro dei media e dei social media, mostrando la devastazione causata dal crollo del ponte e l’impatto sulla circolazione stradale e marittima della zona. Le autorità locali hanno prontamente avviato operazioni di soccorso e recupero, ma il bilancio delle vittime è risultato tragico, con numerose persone ferite e alcune purtroppo decedute.

Le Cause dell’Incidente

Le indagini sull’incidente sono ancora in corso, ma finora sembra che una combinazione di fattori abbia contribuito alla tragedia. Le condizioni meteorologiche avverse potrebbero aver compromesso la visibilità e la manovrabilità della nave, mentre guasti tecnici o errori umani potrebbero aver aggravato la situazione. È chiaro che la sicurezza delle infrastrutture e delle operazioni marittime deve essere rafforzata per evitare che simili incidenti si ripetano in futuro.

Implicazioni e Conseguenze

L’urto della nave cargo e il conseguente crollo del ponte hanno avuto una serie di conseguenze immediate e a lungo termine. Oltre alle perdite umane e ai danni materiali, l’incidente ha interrotto la circolazione stradale e marittima nella zona, con ripercussioni sul trasporto di merci e sulle attività economiche locali. Inoltre, ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture in tutta la nazione, mettendo in evidenza la necessità di un’attenta manutenzione e supervisione.

Misure di Prevenzione e Sicurezza

Per prevenire futuri incidenti simili, è fondamentale adottare misure efficaci di prevenzione e sicurezza. Queste possono includere controlli più rigorosi sulle condizioni delle navi e delle infrastrutture portuali, la formazione adeguata degli equipaggi e l’implementazione di tecnologie avanzate per monitorare e gestire il traffico marittimo. Inoltre, è essenziale migliorare la manutenzione e il monitoraggio delle infrastrutture esistenti per garantire la loro sicurezza e integrità a lungo termine.

L’incidente del crollo del ponte a Baltimora è stato un evento tragico che ha messo in evidenza la vulnerabilità delle infrastrutture e la necessità di rafforzare le misure di sicurezza e prevenzione. È fondamentale che le autorità locali e nazionali agiscano prontamente per implementare le raccomandazioni emerse dalle indagini sull’incidente e per garantire la sicurezza delle infrastrutture e delle operazioni marittime in tutto il paese. Solo attraverso un impegno congiunto e un investimento continuo nella sicurezza delle infrastrutture possiamo evitare tragedie simili e proteggere le vite e le proprietà dei nostri cittadini.

 

[fonte immagine: https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-ponte-baltimora-crolla-schianto-nave_79670268-202402k.shtml]

 

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Cosa succede se si affida un satellite all’intelligenza artificiale?

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Cosa succede se si affida un satellite all'intelligenza artificiale?

Nel vasto regno dello spazio, l’unione tra la tecnologia spaziale e l’intelligenza artificiale sta aprendo nuove frontiere e offrendo soluzioni innovative. Uno degli sviluppi più significativi di questa convergenza è l’affidamento di satelliti all’intelligenza artificiale (IA). Cosa succede se si affida un satellite all’intelligenza artificiale?

Il matrimonio tra spazio e IA

Gli satelliti sono stati a lungo strumenti vitali per esplorare e comprendere lo spazio, oltre che per fornire servizi essenziali sulla Terra, come la comunicazione, la navigazione e l’osservazione della Terra. Tuttavia, i tradizionali satelliti sono stati progettati con sistemi di controllo e monitoraggio umani. Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale offre la capacità di elaborare enormi quantità di dati in tempo reale, di apprendere da essi e di prendere decisioni autonome. Applicata ai satelliti, l’IA consente una maggiore autonomia operativa, riducendo la dipendenza dai comandi umani e consentendo una risposta più rapida agli eventi in tempo reale.

Applicazioni dei satelliti con intelligenza artificiale

1. Osservazione della Terra: Gli satelliti dotati di IA possono analizzare i dati raccolti dalle immagini satellitari per rilevare cambiamenti ambientali, monitorare il clima, identificare fenomeni naturali e fornire informazioni cruciali per la gestione delle risorse naturali e la mitigazione dei disastri.

2. Navigazione spaziale: L’IA può ottimizzare le rotte dei satelliti per massimizzare l’efficienza energetica e ridurre il rischio di collisioni nello spazio congestionato.

3. Comunicazioni: L’IA può migliorare la gestione delle reti satellitari, ottimizzando la distribuzione delle risorse e garantendo una connettività affidabile anche nelle condizioni più sfavorevoli.

4. Esplorazione spaziale: L’intelligenza artificiale può consentire ai satelliti di adattarsi e reagire autonomamente alle condizioni ambientali in esplorazioni oltre il nostro sistema solare, rendendo possibili missioni più complesse e ambiziose.

Vantaggi dell’IA nei satelliti

– Riduzione dei costi: Con l’IA, i satelliti possono operare in modo più efficiente, riducendo la necessità di costose missioni di manutenzione e aggiornamento.

– Risposta rapida: Grazie alla capacità di elaborazione in tempo reale, i satelliti con IA possono rilevare e rispondere agli eventi quasi istantaneamente, consentendo una migliore gestione delle emergenze e delle crisi.

– Miglioramento delle prestazioni: L’IA può ottimizzare le operazioni dei satelliti, migliorando la precisione delle misurazioni e l’affidabilità dei servizi forniti.

Sfide e considerazioni etiche

Nonostante i numerosi vantaggi, l’affidamento di satelliti all’intelligenza artificiale solleva anche alcune sfide e preoccupazioni:

– Affidabilità: L’affidabilità dei sistemi basati sull’IA è ancora soggetta a questioni di sicurezza e robustezza. Un malfunzionamento dell’IA potrebbe avere gravi conseguenze.

– Privacy e sicurezza: L’uso dell’IA nei satelliti potrebbe sollevare preoccupazioni riguardo alla privacy e alla sicurezza dei dati, specialmente quando si tratta di immagini satellitari ad alta risoluzione.

– Responsabilità: Chi è responsabile in caso di errori o danni causati da decisioni autonome prese dall’IA a bordo dei satelliti? Questa è una domanda importante che richiede una risposta chiara.

Affidare un satellite all’intelligenza artificiale apre un mondo di possibilità nel campo dell’esplorazione spaziale, delle telecomunicazioni e dell’osservazione della Terra. Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide tecniche, etiche e legali associate a questa convergenza. Con una corretta gestione e un’attenta considerazione degli impatti, l’IA potrebbe trasformare radicalmente il settore spaziale, portando a nuove scoperte e benefici per l’umanità.

 

[fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/terra-spazio-satelliti-monitoraggio-79533/]

 

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