Debolmente positivi al Covid-19: chi sono e cosa significa

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Gli scienziati, in questi giorni, hanno parlato di pazienti debolmente positivi al Coronavirus. Vediamo cosa significa e perché rappresentano una buona notizia per la popolazione.

La pandemia che negli ultimi mesi ha monopolizzato purtroppo l’attenzione dell’opinione pubblica in Italia e in tutti gli altri paesi del mondo, sembra essere arrivata ad un punto di svolta. Rispetto a quanto è accaduto in Italia e soprattutto in Lombardia durante i mesi di febbraio, marzo e parte di aprile, la situazione è decisamente migliorata.

I dati che ogni giorno fornisce la Protezione Civile sull’andamento del contagio in tutte le regioni italiane sono positivi, soprattutto se si prende in considerazione il numero di nuovi contagi, di decessi e di persone in terapia intensiva. I reparti si sono gradualmente svuotati e questa è una buona notizia non solo perché è possibile dare cure più appropriate ai pazienti affetti da coronavirus, ma anche perché tutte le altre patologie possono essere trattate in maniera maggiormente attenta rispetto a qualche settimana fa.

Questi dati, inoltre, hanno diviso l’opinione pubblica e soprattutto quella della comunità scientifica. Ci sono virologi che naturalmente sottolineano l’esigenza di dover avere ancora un atteggiamento accorto nei confronti della pandemia, mentre altri parlano di una situazione ottimale che non dovrebbe far presagire nuove ondate nel prossimo futuro.

Se da un lato preoccupa la situazione che si sta nuovamente manifestando in Cina ed in particolar modo a Pechino, dall’altro ci sono tante evidenze scientifiche che parlano di un virus meno aggressivo e soprattutto di una carica virale meno importante.

I debolmente positivi: chi sono e perché rappresentano una buona notizia

Gli esperti analizzando i dati delle ultime settimane e confrontandoli con quelli dei periodi più neri della pandemia di coronavirus in Italia, hanno voluto soprattutto sottolineare la presenza massiccia dei cosiddetti debolmente positivi. Un paziente che ha contratto coronavirus viene definito debolmente positivo quando la sua carica virale, evidenziata con il tampone, risulta essere meno importante rispetto al passato e soprattutto non in grado di rappresentare un pericolo per altre persone in termini di contagio.

Questo significa che il virus ha perso di forza e che soprattutto gli infetti potenzialmente non sono più in grado di contagiare altre persone. Analizzando maggiormente nel dettaglio i dati e le informazioni che ci vengono date dai vari esperti del settore, sembra che la percentuale di debolmente positivi nei mesi di febbraio e aprile si attestava al di sotto del 3%, mentre in questo momento è del 58%.

Questo è un aspetto molto importante che fa capire come il virus abbia perso di intensità e soprattutto sia meno contagioso che in passato. Questo però non significa che si può abbassare la guardia, ma bisogna, in attesa del vaccino, rispettare le distanze ed utilizzare i dispositivi di protezione personale soprattutto in alcune situazioni potenzialmente pericolose.

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