Body Shaming, di cosa si tratta? Il racconto di Federico Rutali

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Il fenomeno del body shaming sembra dilagare sempre di più sul web e nei social. Nell’articolo il doloroso racconto di Federico Rutali.

Negli ultimi tempi, colpa forse della notevole esposizione mediatica sui social delle persone, si parla sempre più spesso di body shaming. Questa pratica, poco edificante, consiste nel giudicare e nel criticare le forme del corpo delle persone, soprattutto sul web e sui social network. La critica nasce dal confronto dell’aspetto fisico di una persona con quelli che sono considerati i canoni perfetti di bellezza. Prima di conoscere la storia di Federico Rutali, vediamo cos’è il body shaming.

Il body shaming

Esistono diverse forme di body shaming: alcune più lievi e spesso inconsapevoli, altre più pesanti. In ogni caso si tratta di azioni condannabili e che devono essere evitate e contrastate in tutte le forme. Dare un giudizio sulla persona e sul suo stato fisico, soprattutto se fatto in maniera superficiale e non richiesta, può provocare nella persona una ferita e l’insorgere di particolari stati d’animo e insicurezze.

Il ruolo dei social network

Negli ultimi anni stiamo vivendo sempre più tempo in rete, “frequentiamo” i social network, che ci danno una realtà spesso distorta. Ed è in questo contesto che si insinua il meccanismo del confronto con i modelli proposti dai social e questo non fa altro che alimentare un meccanismo di giudizio continuo su di sé e sugli altri.

Il body shaming può essere un reato

Esistono casi di body shaming, che hanno superato ogni limite, configurandosi come reato alla persona. In questo caso si parla di reati di diffamazione o di stalking. Ma il body shaming può creare danni anche maggiori. Sono stati registrati molti casi di soggetti, che vittime di body shaming, sono giunte al suicidio. Chi si sente vittima di body shaming non deve esitare, ma deve trovare il coraggio di denunciare alle forze di polizia ciò che sta subendo.

Le conseguenze

Le conseguenze del body shaming non vanno assolutamente sottovalutate, poiché se si è fragili, si può cadere in una spirale negativa da cui è difficile riprendersi. In molti casi sono stati registrati disturbi alimentari, stati depressivi e l’insorgere di stati ansiosi dovuti alla necessità di apparire sempre perfetti. Inoltre, viene meno l’autostima e molti sono i casi di fobia sociale.

Il racconto di Federico Rutali

Federico Rutali è un Fashion e Lifestyle Influencer, che ha scelto la nostra redazione per raccontare la sua personale vicenda. Nato e cresciuto a Bologna, Federico proviene da una famiglia di “grandi lavoratori”: “Oserei definirli – scrive Rutali – dei grandi stacanovisti che per il bene della famiglia hanno sempre lavorato tanto. Ovviamente la mancanza di affetto e calore famigliare mi ha portato ad avvicinarmi sempre più al cibo”. L’avvicinamento al cibo, provoca nel giovanissimo Federico l’obesità, che gli viene ben presto diagnosticata come malattia. “Vedevo nel cibo un ‘porto sicuro’, l’unico in grado di rendermi felice e farmi stare bene”.

L’inizio di un incubo

Federico Rutali, continua il suo racconto parlando delle difficolta e delle frustrazioni vissute negli anni dell’adolescenza, dove veniva deriso e apostrofato con i termini ‘grasso’ o ‘bombolone’: “Questo mi ha fatto chiudere sempre di più in me stesso e spesso ho pensato di non essere bello ed affascinante come gli altri ragazzi. Vedevo tanti miei coetanei di 14/15 anni avere le prime storie e io nulla, non riuscivo ad iniziare una relazione con nessuna persona”. Federico ha sofferto di obesità fino ai sedici anni e parla di quegli anni con grande dolore. “Il body shaming mi ha segnato molto, perché proprio a causa di questo sono diventato sempre più insicuro e timido, ma la cosa più grave è che i bulli mi facevano sentire sbagliato. È difficile spiegare come si possa sentire un ragazzo/a che viene costantemente deriso dai propri coetanei. È così facile prendersela con i più deboli. Ovviamente questi anni sono stati davvero brutti per me, non uscivo mai di casa ed avevo persino paura di andare a scuola… i corridoi dell’istituto mi terrorizzavano e oggigiorno al solo pensiero mi viene una fitta al cuore. Il body shaming esiste e ne soffrono davvero troppi ragazzi e non possiamo più restare indifferenti difronte un problema così evidente”.

La ripresa e il disincanto

A partire dai sedici anni, per Federico Rutali inizia la svolta. Perde 25 kg e dopo qualche anno apre un profilo social per raccontare la sua storia e parlare di argomenti legati al body positivy. Ma non finisce qui, perché il lavoro da influencer porta Federico a frequentare gli ambienti vip, dove ha incontrato “finti moralisti dispensare consigli e aiuti che non vengono dal cuore”. Inoltre, parla di attacchi di body shaming che avrebbe ricevuto da un noto calciatore di Serie A e racconta episodi di varia natura, con protagonisti vip e di cui sarebbe testimone. “Non posso ovviamente fare nomi – scrive Rutali – perché non vorrei rischiare una querela, però gradirei che le persone capissero quanto moralismo falso c’è nel mondo dello spettacolo. Tutti si presentano davanti alle telecamere e giornali come persone disposte ad aiutare in prossimo, ma nella vita reale sono delle serpi. Solo pronti a giudicare e deridere”.

La speranza

Federico Rutali ha scelto di rendere pubblica la sua storia e di raccontare le sue esperienze per denunciare e porre fine ad un fenomeno che colpisce tantissime persone: “Finché posso, voglio dare voce a tutti questi fenomeni di body shaming perché tantissimi ragazzi/e ne soffrono ed ancora oggi non viene visto dalle persone come un vero e proprio problema. Le persone rimangono ancora indifferenti davanti ad un problema che colpisce una persona su due“.

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FONTE IMMAGINE: https://pixabay.com/it/photos/disperata-triste-depresso-piedi-2293377/

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